
La presente relazione non vuole trarre alcuna conclusione né vuole essere cieca paladina di un credo: espone solamente fatti e testimonianze documentati in varie epoche, il punto di vista della scienza medica, nonché la testimonianza diretta di UMBERTO DI GRAZIA, sensitivo e ricercatore della psicologia del profondo.
Lasciamo al lettore trarre, se vuole, le sue conclusioni su un argomento osteggiato e spesso irriso, ma di cui hanno trattato filosofi, scrittori, medici e religiosi di tutti i tempi e di tutte le civiltà, usando definizioni svariate a seconda delle epoche e delle culture, come: estasi, immagini ipnagogiche, stati di regressione, stati alterati di coscienza, ma trattando in fondo la stessa fenomenologia che vede l’esperienza di alcuni soggetti contemporaneamente presenti in diversi luoghi od in “uscite” dal proprio corpo.
TESTIMONIANZE DI SDOPPIAMENTO…
"Avevo l’impressione di trovarmi fuori dal corpo e di potermi spostare nell’aria, senza il peso del corpo…tutto era lucente, tutto era bello e leggero. "
Quest’ affermazione di un eremita di Scete in epoca medioevale è una delle tante che ci sono giunte attraverso i secoli e che testimonia un vissuto legato al cosiddetto sdoppiamento o, come affermano alcuni esperti, "estrinsecazione del sottile organismo interno o corpo astrale” che si stacca dal corpo, consciamente od inconsciamente, ed appare in altro luogo.
Lo sdoppiamento conscio può essere raggiunto sia da una naturale predisposizione del soggetto sia dopo una serie di tecniche finalizzate o durante l’ipnosi; quello inconscio spesso è vissuto attraverso il sogno od in quel particolare stato di dormiveglia in cui possono apparire immagini, udirsi musiche, suoni, dolori, scosse elettriche, percepire sensazioni termiche, sapori ed odori, indipendenti dall’ambiente circostante.
Nel 1954 Lorna Simpson e Peter McKeller, esaminando studenti dell’Università di Aberdeen, riscontrarono che tali fenomeni erano più una regola che un’eccezione e, dopo ulteriori studi, fissarono dei punti comuni alle visioni di tutti i soggetti che riferivano, oltre alla chiarezza dei particolari ed alla peculiarità di una "luce e colori", una "strana luminescenza" e "paesaggi lunari." .
Sensazione quella luminosa, che coincide, ad esempio, con la testimonianza di un eremita francese vissuto intorno al Mille e rifugiatosi, dopo una vita corrotta, sui Pirenei: "Ho avuto l’Impressione di venire strappato dal corpo e di trovarmi senza peso, sospeso nell’aria, come una nuvola…
Inoltre queste Immagini erano "remote da qualunque percezione precedente di cui il soggetto avesse consapevolezza ed estranee alla sua personalità. Andai fuori veloce, tutto me stesso e sapevo che ero morto, e che era stato un errore pensare che ero morto. Il terreno era sconvolto e davanti alla mia testa c’era una trave di legno schiantata.
Anche Pico della Mlrandola, interessandosi ai numerosi processi per stregoneria tenuti a Bologna nel 1523, scrive, convintosi del" reali " poteri delle streghe, nel dialogo “La strega, ovvero degli inganni de’ demoni": "lo facevo un circolo ed untami, montavo a cavallo sopra un sgabello, di poi ero levata in alto, e portata per aria al gioco.”La “vita" cui allude il Muratori è probabilmente la “Vita del ven. Padre fr.
non dirò dei ratti, ma de’ voli ch’egli facea. ”L’O.O.B.E. può aiutare ad aprire nuove conoscenze, come avvenne al chimico Kékulé che, dopo le visioni di serpenti che cercavano di mordersi,
la coda a vicenda, percepita sonnecchiando sull’imperiale di una corriera, giunse alla formulazione della teoria dell’anello di benzene, compiendo un grande progresso nel campo della chimica organica.
Anche Goethe, non solo ebbe numerose esperienze di immagini ipnagogiche, ma vide il doppio di un amico, come viene raccontato nel libro “Spuk” di Natalle von Eschstruth , che apprese l’accaduto dal consigliere segreto Klemm, testimone nel 1813 di due episodi, avvalorati anche dalla dichiarazione del consigliere di Corte J. Jena.
Tornato a casa preoccupato, scorse sul divano l’amico nella sua veste da camera e con le sue pantofole, a cui parlò della strana visione. L’amico riferì che, dopo aver appreso il luogo dove Goethe stava passeggiando, si sedette sul divano e, conoscendo la strada, tentò col pensiero di seguire i suoi passi, lasciandosi cullare nel sonno e poi sognò d’incontrarlo sulla strada proprio nel punto in cui era apparso nella visione: gli volle correre incontro, ma Goethe gli disse: “Nella mia veste da camera e in pantofole sulla strada? " Allora egli, guardandosi dall’alto in basso, si vergognò, si spaventò, del suo proposito e si svegliò.”
E, per rimanere nel campo degli scrittori, passiamo a lord Byron.
In una sua biografia afferma che nel 1920 si sparse la voce di un suo ritorno a Londra; Il suo editore affermò di averlo visto e non spedì più al consueto indirizzo né riviste né libri, ciò che indispettì molto il poeta. Peel non fu creduto da nessuno, perché In quel periodo tutti erano sicuri che il poeta fosse in Turchia.
Queste vicende, riportate dal poeta, trovarono poi riscontro nel racconto dei diretti interessati, dando così prova della loro autenticità.
A commento di questi fatti, Byron stesso affermò di non sapere in realtà quale dei due" esseri" fosse stato l’autentico e a questo proposito disse: “Spero solo che il mio "doppio" si comporti da gentiluomo." Karl Vogl nel libro" Unsterblichkeit .. (Dachau 1971), in cui scrive che uno dei suoi amici si propose di convincere un suo conoscente dell’esistenza dei doppi ed una notte nel
sonno si vide nell’appartamento del suo amico a cui riferì di voler dare la prova promessa ed iniziò il seguente colloquio: “Sapete che in questo momento sia voi sia io stiamo sognando?"
“Che cosa vi viene in mente? Dovrei pur sapere se sto sognando o se
sono sveglio," fu la replica. Il sognatore si svegliò e notò minuziosamente il contenuto del colloquio fatto nel sonno. L’indomani nel primo mattino ad un’ora del tutto insolita ricevette la visita dell’amico che disse: “Non so perché vengo a quest’ora. Ho lavorato ieri fino a tarda notte.
A questo punto l’amico trasse il biglietto con le annotazioni e fece conoscere il preciso contenuto del colloquio nel sogno.
Ed ancora, Emil Mattiensen nella sua opera fondamentale ."Dott. Tutte e due le esperienze le ho fatte a casa mia a Vienna di notte a letto. Ancora più precisa era stata ogni volta la sensazione del ritorno…La percezione partiva piuttosto dalla parte staccata che osservava il corpo con un certo rincrescimento…
Voglio dire che il corpo era inattivo e che la sensazione di tale sua inattività dominava tutta l’esperienza… Vedevo me stesso, ossia il mio corpo, adagiato sul letto: mi avvicinavo, esitavo un momento e poi entravo nel corpo attraverso una fessura nella testa. Percepivo, "vedevo” questa fessura in mezzo al cranio, larga qualche centimetro, che partiva dalla nuca verso la fronte.
Alla seconda esperienza il ritorno si svolse con una certa difficoltà. WiIse, ammalato di tifo, rimase un giorno per quattro ore senza polso e senza che si potesse sentire il battito del cuore". Sono in procinto di abbandonare il mio corpo. Osservavo, quindi, lo strano fenomeno della separazione dell’anima dal corpo: da una forza che evidentemente non mi apparteneva, il mio io veniva fatto oscillare…Dopo poco questo movimento cessò, e, partendo dai piedi, fui pervaso dalla sensazione di liberarmi da innumerevoli piccoli ceppi. Mi ricordo perfettamente come alla fine l’intero mio lo fosse rimasto concentrato nella testa…Quando uscii, vidi due signore al mio capezzale. Mi parve di essere trasparente, di colore bluastro e completamente nudo; provai vergogna e pensai alla fuga; giunsi alla porta, mi vidi vestito, ciò che mi fece di nuovo tornare verso i presenti. In tale occasione il gomito del mio braccio sinistro sfiorò uno dei due signori che stavano alla porta. Con mia grande sorpresa Il suo braccio attraversò il mio senza alcuna resistenza e l’individuo stesso non se ne accorse affatto. Seguendo il suo sguardo, vidi il mio corpo morto sul letto…"
Il dott. Wiltse cercò quindi di farsi notare dagli altri presenti, ma senza successo.
Si legge infatti nel Canto I dell’inferno:
" lo non so ben ridir com’io v’entrai,
tant’era pieno di sonno a quel punto
che la verace via abbandonai."
Naturalmente si deve partire dal presupposto che Dante abbia in qualche modo" vissuto" in prima persona l’esperienza oltre il corpo descritta nel suo poema. Ed accennando ad un cammino spirituale come quello del Poeta, non si può tralasciare almeno un accenno alle esperienze dei mistici cristiani.
"Spesse volte il mio corpo è levato dalla terra per la perfetta unione de’ l’anima con Dio, quasi come il corpo grave diventasse leggiero. Non è però che gli sia tolta la gravezza sua, ma perché l’unione che l’anima ha fatto con Dio è più perfetta che l’unione tra l’anima et il corpo; e però la forza dello spirito, unita in me, levò da terra la gravezza del corpo. Poi in un subito mi sentii di nuovo in caliginose tenebre… parve che fosse divenuto tutto ghiaccio." ‘ ( Orsola Giuliani 1660-1722)
"Un giorno ero in profonda meditazione. Mi separai realmente dal mio corpo fisico; lo vedevo proprio come una vecchia pelle di serpente ormai abbandonata dal serpente stesso. Mi libravo per aria; provavo una sensazione curiosa in cui una gioia grandissima si mescolava ad una forte paura. La mia troppa paura mi fece bruscamente rientrare nel corpo fisico; Fu una specie di dolce slittamento accompagnato da una sensazione molto singolare. " (Francesca Bussi 1384-1440)
Ma spesso il "demonio" aveva la meglio; così, accanto alle estasi delle sante, possiamo citare I "viaggi” delle streghe.
Nel" Processo per stregoneria di Santina Lardini di Sondrlo, anno 1523, archivio comunale di Sondrio "si legge:" Tandem di poy, col suo giuramento, confessò che…una certa zobia (1) de sera, circa a un’hora de notte fu tolta per la soprascritta visina, la qual montando a cavalletto sopra un certo baston, unto da un certo unguento, fu portata nel zogo del barlloto In Tonale.".Il santo decise di vegliare: ed ecco avvicinarsi alla mensa una moltitudine di diavoli dall’aspetto di uomini e di donne. Ordinò loro di non andarsene, chiamò tutti gli abitanti della casa e chiese se Ii riconoscessero e, poiché dicevano che si trattava di uomini e di donne del vicinato, le mandò a cercare nelle loro case, dove furono trovati nel letti addormentati.”
Alle perplessità del missionario, poiché per raggiungere quel luogo occorrevano quattro giorni, Ugema rispose, Invitandolo per la notte successiva ad assistere al suoi preparativi.
“Entrammo nella capanna dei feticci, dove ardeva un fuoco composto di erbe aromatiche e di legno duro, accatastati in un gran mucchio.
Ugema cantava, girando lentamente intorno al fuoco e roteando su se stesso. Un serpente nero, della specie più velenosa, si cala su Ugema e gli si avvolge attorno alla cintura. Questi continua la sua nenia e, nel frattempo, prende del liquido rossastro da una fiala e se ne cosparge il corpo. Il serpente sale ad avvolgersi "intorno al collo dello stregone. L’oscurità, con l’estinguersi del fuoco, si sta addensando nella capanna. Mi decido ad accendere una torcia. Allora Ugema va a stendersi sul giaciglio. Mi ricordo allora che si trattava dell’animale" alleato" dello stregone, il suo" Elangela " esecutore della sentenza di morte; Ugema sta dormendo un sonno speciale, vero sonno di morte, che rende il suo corpo immobile come un cadavere.
Allora infilo uno spillo nella sua carne: nessuna reazione. Dalle labbra esce una schiuma biancastra. Le pulsazioni del cuore sono quasi impercettibili. Rimango a sorvegliarlo l’intera notte. “Verso le otto del mattino, Ugema si svegliò, affermò di avere compiuto il viaggio, di essersi divertito alla riunione e di aver portato a termine l’incarico affidatogli dal missionario.
L’incredulità dell’uomo di chiesa, che aveva visto il corpo dello stregone immobile per tutta la notte, durò ben poco. infatti tre giorni dopo arrivò al villaggio Esaba con le cartucce e gli chiese perché Ugema l’avesse convocato.
Il missionario, interrogando l’uomo, appurò che Esaba aveva avuto il messaggio da Ugema tre giorni addietro alle nove, ora in cui lo stregone cadde in catalessi. Ugema ha battuto alla mia porta e mi ha parlato di fuori.
Continuiamo i nostri sondaggi presso culture extraeuropee. Tra i balinesi, abitanti dell’Isola di Bali, ritroviamo le streghe, leyak, che, a differenza del maghi che possono agire anche per il bene, sono temutissime, perché sono esseri umani consacrati alla terribile Durga a guardia del cimiteri e istruiti nella magia nera, la scienza di Pangiva…Possono mutare
continuamente d’aspetto e condurre, oltre alla vita ordinaria, una seconda vita completamente opposta alle norme morali impartite dagli dei dell’umanità. Posseggono inoltre facoltà soprannaturali: possono volare, emettere fiamme dal loro corpo…In genere attaccano direttamente la loro vittima, ma possono anche agire a distanza, servendosi del vento come intermediario.
Ciò avviene, ad esempio, presso gli sciamani siberiani ed esquimesi o angakok, dallo stretto di Bering alla Groellandia, che sono tra i più fervidi seguaci del pananimismo, in cui è radicata la convinzione che "durante lo stato d’estasi, lo stregone possegga il potere di entrare in relazione con gli spiriti che impregnano il mondo e che sono per la maggior parte ostili al genere umano. Allo scopo si fa legare e, mentre il tamburo comincia a rullare da solo (prerogativa questa dei grandi stregoni), chiama a raccolta gli spiriti ausiliari che devono proteggerlo e guidarlo lungo il cammino verso il paese delle anime. Riuniti tutti gli spiriti ausiliari, lo sciamano inizia il viaggio, mentre il suo posto viene occupato da uno spirito. Racconta allora all’auditorio come ha potuto trovare l’anima del malato, quanto è avvenuto durante il viaggio e quel che succede nel paese degli spiriti."
Presso le tribù indigene dell’America meridionale, il medico-mago " attraverso visioni e sogni è in grado di diagnosticare esattamente lo stato psichico dei pazienti. P. Shebesta racconta di aver assistito in un villaggio Kubu (Kandang, Sumatra) ad un rito praticato da sciamani allo scopo di guarire da una malattia febbrile un bambino di circa quattro anni.
Nella capanna su una stuoia erano posti alcuni vasi contenenti carbone di legna ardente, resina odorosa, olio, due ceri, riso ed un mazzo di piante aromatiche. Dopo aver annusato il fumo, iniziarono una danza a ritmo frenetico, poi "uno dei due malim afferra il piatto del riso, canta, danza e, in piena estasi, cade inanimato tra le braccia di una donna che si trova alle sue spalle.
Il malim passa allora da un’estasi all’altra: gli occhi sbarrati, esamina fissamente al chiarore del ceri l’acqua contenuta nella giara, per riconoscere in essa il demone della malattia. Balza nuovamente in piedi in preda all’estasi, danza, brandendo una fiaccola e di nuovo si abbandona inanimato tra le braccia della donna che gli sta alle spalle.
Finalmente, si arresta in piedi, davanti alla torcia, portatagli da una donna, la fissa a lungo, la spegne con un soffio brusco e s’accascia al suolo privo di sensi."
I successivi due giorni trascorrono tra danze, canti, riti e scongiuri, fino alla guarigione del bambino che, In caso persista la malattia, verrà affidato ad altri sciamani.
Molte altre testimonianze si potrebbero riferire su fenomeni di “coscienza alterata" presso le popolazioni considerate "primitive" che, come attestano vari studi, erano e sono in vibrazione ed in sinergia con la natura.
Infatti una recente ricerca del prof. Pare, infatti, che l’uomo di Neanderthal, da cui discendiamo, avesse, oltre a quelle vocali, facoltà di comunicazione ESP ed una coscienza di vita basata sull’armonia e sulla non-aggressività.
E, ritornando alla nostra cultura, si possono esporre alcuni passi tratti dalle Sacre Scritture.
Si legge nel Vangelo secondo Matteo 4, 5: “Allora il diavolo lo ( il Salvatore n.d.r. ) menò nella città santa e poselo sulla sommità del tempio" e più avanti 4, 8: "Di nuovo lo menò sopra un monte molto elevato. “Nelle Sacre Scritture, In Daniele XIV, 35-36: “E l’Angelo del Signore lo ( Habacuc n.d.r. ) prese alla cima del suo capo, e ne’ capelli della sua testa, e portollo colla celerità del suo spirito, e posollo sopra la fossa."
Ed ancora negli Atti degli Apostoli VIII, 39-40: "E usciti che furono dall’acqua, lo spirito del Signore rapì Filippo, e l’eunuco noi vide più. E n’andava allegramente al suo viaggio. E Filippo si trovò ad Azoth.. Mi vidi coricato sul fianco, profondamente addormentato. Seppi che stavo "sognando", perché avevo cominciato a “sognare" ogni notte. Di solito ogni volta che avevo visto me stesso addormentato mi trovavo nel luogo in cui mi ero messo a dormire. Ora invece non ero nel letto, e sapevo d’essere andato a letto quella notte. Nel "sogno” era giorno. Cominciai allora ad esplorare. Mi spostai dal luogo in cui ero coricato e cercai di addormentarmi. Mi trovavo, realmente, non molto lontano da casa mia: ad un palo di miglia, forse.
Ero ancora là, esattamente come prima. Ebbi una sensazione inquietante di indifferenza verso il corpo che stavo guardando. Corsi in cima ad una collinetta e scrutai in giro attentamente. Erano tutti giovani. Tornai indietro di corsa verso il luogo in cui ero coricato e passai uno dei momenti più angosciosi della mia vita di fronte a quel me stesso che se ne stava lì, russando come un maiale. Erano piuttosto scene che mi passavano davanti agIi occhi. Una quantità di immagini fuggevoli mi passavano davanti agIi occhi. Mi attaccai ad una in particolare: I’immagine della mia casa con il mio letto. Ero nel mio letto! Naturalmente avevo “sognato”. Saltai fuori dal letto e corsi nel luogo del mio sogno. Erano gli stessi che avevo visto.
Ed ancora: "Avevo avuto la sensazione - allorché guardavo le ragazze in fondo alla cucina - di stare a guardarle dall’alto, da vicino al soffitto. Quel che più mi sconcertava era che avevo effettivamente concepito come fosse stato proprio quel senso di solletico in cima alla testa a sottrarmi all’abbraccio di Josephina.
Terminiamo con Piero Scanziani: "Conquistato il sogno, varcato il pensiero, siamo pronti al distacco in piena veglia. Sul divano…Chi è sul divano? Un uomo. Il mio corpo. Sono morto. Osservi, controlli, paragoni e ti accorgi che i valori della tua vita stanno franando.
fonte:coscienza.org



























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