
Ti avverto, chiunque tu sia.
Oh, tu che desideri sondare gli Arcani della Natura,
se non riuscirai a trovare dentro te stesso ciò che cerchi
non potrai trovarlo nemmeno fuori.
Se ignori le meraviglie della tua casa,
come pretendi di trovare altre meraviglie?
In te si trova occulto il Tesoro degli Dei.
Oh, uomo conosci te stesso e conoscerai l’Universo degli Dei.
- Oracolo di Delfi
Dunque, chi sarebbe questo famoso “te stesso” che bisognerebbe conoscere? Io mi conosco già! potreste erronamente rispondere, pensando a voi come al risultato oggettivo dell’insieme dei vostri pregi e dei vostri difetti. Potreste pensare al vostro carattere e a cosa lo rende particolare, unico e diverso da qualunque altro, e accettarlo come parte integrante di ciò che credete di essere. No cari amici, conoscere se stessi, non ha niente a che vedere con tutto questo, poiché ciò che avete accumulato all’interno del vostro corpo biologico, è il semplice risultato di un processo mentale costituito da svariate interazioni con ciò che attualmente vi circonda. In questo modo non conoscete voi stessi, ma il risultato generato dall’illusione di voi stessi. Il processo che conduce alla TRASMUTAZIONE alchemica del proprio corpo, è lento, tortuoso e assai doloroso, e una volta intrapresa la sua strada GUAI a chi torna indietro! Guai a chi interrompe tale processo, poiché il prezzo da pagare sarebbe davvero troppo alto! Perciò, chi ancora non è pronto a voler sperimentare nella propria carne, l’alchimia di tale processo, abbandoni immediatamente questa lettura e questo sito! Chi vuole abbandonare il vecchio mondo in cerca del nuovo, deve lasciare per forza dietro di se la paura, il dubbio, e deve voler spiccare il volo attraverso un baratro di proporzioni mastodontiche, che lo condurrà inesorabilmente dall’oblio alle braccia del proprio Essere. Non può esservi alcuna avventura esterna da “vivere”, se prima non si è vissuta la più grande emozione esistente, che è quella del ricongiungimento con il proprio Essere, pienamente incarnato in tutta la sua essenza e presenza, in un corpo nuovo, che brulica di cellule nuove e processi cognitivi e percettivi totalmente manifesti in tutta la loro accelerazione coscienziale.
Quando conoscete voi stessi, allora sarete conosciuti, e comprenderete di essere figli del padre vivente [Pater Noster]. Ma se non conoscete voi stessi, allora albergate nella miseria, e sarete miseria.
- Tommaso 3,4
Il primo passo per conoscere se stessi, è comprendere che si sta dormendo. Qualcuno potrebbe facilmente obbiattare su questo punto, ed asserire in tutta certezza di non stare affatto dormendo, ma di essere lì, proprio lì, davanti ad un monitor a leggere quanto v’è scritto. Potreste essere sicuri ed arcisicuri che il vostro sedere sia poggiato sopra ad una sedia, poiché potete sentirne la consistenza, avvertirne la parte “gommosa” del cuscino verso il suo centro, schiacciato dalla mole del vostro peso. Potete avvertirne inoltre la parte leggermente più concreta, verso i suoi bordi, che si staglia tra le pieghe del vostro cavo popliteo. In questo stesso momento, potreste vedere vostra madre, vostra sorella o vostra/o moglie/marito, che stanno svolgendo dei compiti normalissimi, come spazzare, pulire casa, guardare la televisione o quant’altro. Eppure tu, loro, noi tutti stiamo dormendo, e credetemi se vi dico che in uno stato simile è impossibile accorgersene, ma è così. Tutta la nostra manifestazione in questo sogno che chiamiamo vita o realtà, è un concentrato di azioni meccaniche e meccanicistiche, a partire dal sentiero che ci costituisce, fino all’azione che crediamo di aver compiuto poc’anzi. E in questo stato di sonno perenne siamo disposti ad accettare ogni tipo di abberrazione possibile.
Ad esempio esempio, sappiamo che due terzi del mondo muore di fame, e ciò non è assolutamente dovuto totalmente ai problemi legati a quei luoghi, come ci viene costantemente detto. Io ho avuto l’opportunità di visitarla un pò e di parlare con la gente del posto, e posso dire che da decenni all’uomo “bianco” viene propinata la menzogna colossale che in Africa la gente muore perché non c’è l’acqua. In realtà sono le multinazionali che detengono il vero potere in quei luoghi, foraggiando il terrorismo o i dittatori locali per mantenerne il totale controllo, e utilizzando i suoi abitanti unicamente per i loro esperimenti con medicinali che ancora non hanno ricevuto autorizzazione nel mondo cosiddetto “civilizzato”. La situazione è in questo modo perché non c’è alcun interesse che cambi! Ma come ho detto, noi stiamo dormendo, poiché chiunque fosse davvero sveglio a quest’ora avrebbe già capito tutto questo e intrapreso la strada del “ritorno a casa”. Anche la sofferenza è conseguenza del nostro sonno, la quale ci impedisce di cogliere la realtà oltre l’illusione! Chi dorme soffre, mentre chi si sveglia apre il suo Cuore e vive nella gioia, perché vede cosa realmente sta accadendo nell’Universo intero, scorgendo la sua assoluta perfezione in ogni sua più piccola e macroscopica manifestazione. Noi non abbiamo paura dell’oscurità, ma bensì della nostra luce!
Quando l’autore inglese David Icke, ferma l’attenzione sul fatto che l’Amore Infinito è l’Unica Verità, non mente affatto, per quanto si possa non condividere altre sue affermazioni. Nell’arco dei milleni, questo è stato detto in tutti i modi possibili e immaginabili, e noi abbiamo sempre continuato a ignorarlo, “vivendo” un sonno che non ci appartiene. Non fa parte della nostra natura. Noi non siamo quel sogno. Non siamo il nostro lavoro e nemmeno il nostro conto in banca. Prima lo capiremo, prima svolteremo e ancor prima la Matrice sarà costretta a cambiare i suoi piani.
La realtà è una mera illusione, anche se molto persistente.
- Albert Einstein
In tutte le tradizioni esoteriche che davvero contano, a partire da quelle atlantidee, egizie, tibetane, greche ed infine cristiane, si è sempre saputo che l’uomo DORME un sogno che è convinto di non poter controllare, e di non aver alcun potere su di esso, ma si sbaglia! Quanta arroganza è contenuta in un singolo uomo, che è convinto di essere un individuo mentre in realtà egli è una moltitudine manifesta dello stesso “sé stesso”! Proprio così, io sono te. Tu sei me. In ogni forma e manifestazione.
L’Alchimia Interna, è un lavoro di scienza avanzata su se stessi, non religioso.
Gesù disse, “Sappiate ciò che vi sta di fronte al volto, e cosa vi è nascosto vi sarà svelato.
- Tommaso 5,1
Pensate che queste frasi, sottointendano concetti diversi dall’esposizione di ciò che in realtà stanno dicendo? Non esiste un’interpretazione diversa di questa frase! Yeshua dice esattamente quello che c’è scritto! Sono sempre stati certi intelletuali, che hanno sempre assegnato significati diversi a ciò che invero è già chiaro e lampante come il Sole! Tali informazioni venivano in forma exoterica date in parabole, ma per far sì che colui che avesse avuto “orecchie da intendere”, tra la folla, avesse inteso! Non cerchiamo sempre di interpretare secondo la Mente, poiché essa appunto… MENTE! Ma fatelo attraverso l’intelligenza del Cuore. Proprio così! Sappiatelo! Affrontate l’oltre che c’è di fronte ai vostri occhi, che ciò che essi vedono è in realtà un ridottissimo spettro di frequenze, interpretate dalla corteccia visiva del vostro cervello! (fig. 1) Solo in questo modo la Matrice collasserà davanti a voi e svelerà la sua vera identità, rispecchiando in questo modo la vostra! Occorre dimenticarsi di essere, perché in in questo momento cari amici, non si è. Questa, “non è la vera carne”. La Terra è una Prigione-Scuola Iniziatica per l’Anima.

fig.1
Gli esercizi che esporrò in questa serie di articoli, provengono direttamente dagli insegnamenti atlantidei che sono stato guidato a cercare e a rivelare, poiché ora come ora non è più il momento di tenere nascosto alcunché. E’ giunto il momento di rivelare il processo che conduce al nostro sé, che è stato utile a molti. Tutti coloro dotati di un minimo di risveglio in atto, devono poterne fruire perchè il tempo è maturo, e sta solo a voi voler intraprendere quel cammino.
Ma lo ripeto ancora una volta.
Chi non si riconoscesse in quanto detto fin’ora, e non intendesse procedere verso il “risveglio”, abbandoni immediatamente questa lettura, perché come è già detto, una volta intrapreso questo cammino, NON SI TORNA INDIETRO. Farlo, in molti casi (anche se non è detto in tutti) potrebbe risultare fastidioso, perché il processo di trasformazione cellulare intrapreso non dovrà assolutamente essere interrotto. Il vostro corpo cambierà, muterà davanti ai vostri occhi, anche attraverso il dolore se è necessario! Man mano che la vostra coscienza si risveglia, e fa posto al testimone che state crescendo dentro, esse necessitano di un corpo nuovo e purificato. Vi sembrerà di essere ammalati a volte, di non capire cosa vi sta succedendo e persino altre volte vi parrà di morire da un momento all’altro. Vi sembrerà che il vostro corpo non risponda più ai comandi. Ciò, vi spingerà oltre il limite della sopportazione, poiché nessun dottore al mondo potrà spiegarvi le ragioni, se non quelli della medicina “vibrazionale”, poiché gli esami che l’allopatico vi manderà a fare non indicheranno un bel niente! Inoltre durante questo processo, una volta accertato e assodato dagli esami che non avete nulla, non dovrete assumere farmaci, poiché alcuni di essi potrebbero interrompere qualche processo in atto. Questo percorso non intende per nulla sostituirsi a una terapia medica, perciò chi in questo momento dovesse vivere una condizione disagiata per via di una qualche malattia/disarmonia, non incominci assolutamente. Per coloro che invece intendono percorrere il labirinto, dovrete stare sempre sereni, poiché non starete assolutamente per morire. I vostri corpi superiori sanno benissimo cosa devono fare. Lasciateli operare e abbiate FEDE in loro! Ciò significa “Avere Fede”! Una volta completato il processo, sarà esattamente tutto l’opposto dello stare per morire.
Tutto quanto da me esposto a riguardo, l’ho sperimentato personalmente, ma vi ho avvertiti. In coscienza la responsabilità ricade solo su voi stessi e dalle scelte che operate.
ESERCIZIO I
Ecco l’esercizio da svolgere per le prime due settimane: “Ricordarci di noi”. Come ci si ricorda di noi? E’ importante mantenere il pensiero fermo su un “centro di gravità permanente”, e cioé voi stessi. Come è possibile farlo? Non certo meditando e basta! Ma cercando di osservare senza giudizi ciò che stiamo facendo in quel preciso momento. Se ci stiamo lavando i denti, ad esempio, occorre spostare l’attenzione verso noi stessi e ripetere “Adesso mi sto lavando i denti e sono presente. Mi sto ricordando di me, non sono distratto/a da nient’altro.” Questo processo va ripetuto per ogni azione che intendiamo compiere nei vari momenti della giornata. Più creiamo spazi per ricordarci di noi, prima creiamo «il testimone».
Il significato nascosto della vita sulla Terra è la creazione di un’anima attraverso l’instancabile “processo del ricordo di se”. Il ricordo di se, è il solo fenomeno che domina il tempo e la morte.
- Robert E. Burton
Ricordarsi di sé significa essere presenti, rimanere nel qui-e-ora, evitando di vagare con la mente da un pensiero all’altro, da un’immagine all’altra. L’attenzione è rivolta a noi stessi e all’azione che stiamo compiendo.
- Salvatore Brizzi
Lo scopo di questo esercizio è fissare dentro di noi il concetto che NON SIAMO I NOSTRI PENSIERI, difatti l’osservatore e l’osservato non possono essere la stessa identica cosa. Avvertire a fondo cosa sia la «Presenza» del QUI e ORA, e quale differenza passi tra i momenti in cui abbiamo ricordo di noi, e perciò siamo presenti, e i momenti in cui viviamo nel sonno spostandoci da un pensiero all’altro come marionette in balia della nostra mente. Imparare a focalizzare l’energia dell’intero essere su un dato obiettivo. Entrare in possesso delle cosiddette Siddhi (i poteri), quali la visione astrale, i sogni lucidi, il viaggio astrale, la lettura del pensiero, le comunicazioni telepatiche e molto altro ancora. Ma attenzione però! Le Siddhi sono solamente effetti collaterali del Risveglio, e non il Risveglio a Cuore aperto! Fate attenzione a non lasciarvi ammaliare troppo da esse, poiché sono l’ultima spiaggia della Matrice per tenervi incastrati nel dolore e nella sofferenza.
Qualcuno potrebbe disquisire ed affermare: “Be? Tutto qui? Devo solo ricordarmi di me stesso?!” Se pensate sia semplice, cari amici, vi sbagliate di grosso. Ricordarsi di Sé richiede una notevole forza di Volontà, allora scoprirete quanto la Volontà e l’Amore siano intrinsecamente legate. Certo, Potreste sicuramente rispondermi: “Hei, guarda che io la posseggo una Volontà!”. alché risponderei di ritorno “No caro amico mio, noi non siamo proprio in possesso di quel qualcosa che definiamo come Volontà. Ciò che crediamo di possedere come Volontà, ne porta solamente il nome”. Poiché se ne fossimo davvero in possesso, semplicemente smetteremmo di fumare invece di provarci, oppure non ci lasceremmo trasportare da una rabbia feroce per un parcheggio che ci è stato “usurpato” davanti agli occhi. No, noi non possediamo una Volontà, o un Libero Arbitrio fintanto che non abbiamo un ricordo di noi ben stampato sulla fronte. Occorre generare quello che in oriente veniva chiamato «il testimone», ovvero colui che si frapponga tra la nostra attività corpoera e mentale, collocandosi progressivamente al di là della nostra personalità.
Ricordatevi che questo Lavoro non è adatto per coloro che possiedono una mentalità cosiddetta “aziendale”. E’ imperativo comprendere, che non ci si deve assolutamente aspettare alcun risultato, ma occorre sempre compiere «lo sforzo» senza aspettarsi niente in cambio. Siete in grado di reggere la sfida con voi stessi? Questo sforzo a lungo andare, in apparente mancanza di risultati concreti, rischia di diventare deleterio e ci sembrerà di stare perdendo il nostro tempo. Esistono persone completamente refrattarie a qualunque risultato, inizialmente, poi un bel giorno… tac! Il loro Cuore senza alcun preavviso si apre, e l’immortalità dell’Essere pienamente incarnata fa breccia nel mondo fisico. Dovrete sempre sostenere con l’Amore privo di dubbio, il lavoro “eroico” che avete intrapreso. Sempre! Perciò il motto da ricordare sempre è “Sforzo, non risultati”.
L’esercizio del ricordo di se, è un processo che attiverà in noi delle nuove sinapsi, che si manifesteranno spesso con la fuggevole percezione di piccoli flash con la coda degli occhi, facendovi girare spesso la testa in direzione di quei flash, credendo di aver visto qualcosa o qualcuno aggirarsi intorno a voi. Non preoccupatevi assolutamente, coloro che hanno già sperimentato il “risveglio”, conoscono benissimo questi effetti. Non starete avendo le traveggole. In realtà i flash saranno interni a voi e non esterni, e saranno la conferma che qualcosa in voi sta mutando. Durante questo processo avvertirete inoltre uno stato di lucidità percettiva molto evidenziato e sostenuto, attraverso il quale potrete risolvere problematiche che prima vi sembrava difficoltoso risolvere, aumentando in maniera esponenziale le vostre capacità intuitive ed elaborative.
In ogni caso, non spaventatevi mai, sappiate che non siete MAI SOLI, e ciò che vi accadrà durante la purificazione, è già stato esperito da molte altre persone, e in molti passaggi anche dal sottoscritto.
Com’è possibile eseguire questo processo per due settimane intere, quando dobbiamo occuparci di eseguire anche altri compiti, come ad esempio il proprio lavoro? Prima di porci questa domanda dobbiamo metterci assolutamente in testa che questo processo è tutt’altro che semplice, come dicevo poc’anzi. Il Ricordo di Se, è quella cosa che dagli antichi alchimisti veniva chiamato «il Regime», «l’Agente Universale», «il Fuoco Lento» a cui la materia della nostra personalità deve essere sottoposta per la sua trasmutazione. E’ la forza che consente all’alchimista di mutare il suo Piombo Interiore in Oro. Ma vedrete quanto sarà complicato, mantenere il Ricordo su di Se! In molti casi vi apparrà addirittura impossibile, e non vi ricorderete affatto di farlo, tanto la mente difende se stessa, abituata com’è a saltare avanti e indietro, nel passato e nel futuro, come la testina laser impazzita di un lettore CD. La strada verso il risveglio della coscienza, non è uno scherzo, o qualcosa che si intraprende tanto per sentirsi diversi dagli altri, anzi è in realtà un atto di UNIFICAZIONE con gli altri sé. E’ un vero e proprio atto di trasformazione, e non va preso alla leggera per nessun motivo al mondo. Perciò, l’iniziando che intende procedere verso questo cammino, deve eseguire l’esercizio del Ricordo del Sé, con la massima dedizione e devozione. Non occorre l’isolamento totale, purché quando avete finito di interagire socialmente con qualcuno, cerchiate sempre di creare dei momenti in cui centrarvi su voi stessi.
Non si ottiene la chiave semplicemente facendo venti o trenta minuti di meditazione al giorno, o cantando qualche bel Mantra. A parte una buona presenza di sé, e una forte sensazione di rilassamento e pace interni, questo non porterà mai al cambiamento del proprio corpo, che solamente dopo sarà in grado di ospitare l’Essere, e chi ospita l’Essere ha una grandissima responsabilità nei confronti di se stesso e di coloro che gli stanno intorno. La meditazione è sì un buon metodo, ma è un metodo che persiste nel mantenervi nell’illusione terrestre: CHE E’ UNA PRIGIONE.
Prendete seriamente questo esercizio, oppure non fatelo, per nessun motivo al mondo. Anzi! Scordatevi proprio quanto detto. Prossimamente, arriveranno gli altri.
A. Doria



























Il Tempo
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