Se c’è una cosa che non manca in Irlanda sono le onde: così alte e potenti che una passeggiata sulla spiaggia è spesso un continuo fuggire dalla sponda per evitare di essere travolti. È una “forza della natura” che governo, università ed enti privati irlandesi hanno trovato il modo di sfruttare, imbrigliandola e trasformandola in energia. Wavebob e Ocean Energy, per esempio, hanno installato dei prototipi di centrali elettriche alimentate dal moto ondoso nella baia di Galway. Il governo prevede di ottenere entro il 2012 ben 75 MegaWatt di energia, che diventeranno 500 entro il 2020. Certo, le complicazioni sono sempre in agguato e, tra queste, l’imprevedibilità meteorologica e i costi degli impianti. Una soluzione più economica potrebbe però arrivare dallo sfruttamento delle maree, sistema al quale sta lavorando OpenHydro, che ha sviluppato una speciale turbina capace di convertire i moti del mare in energia utilizzabile. Pare, insomma, che l’Irlanda si prepari a diventare produttore di energia dando uno sbocco pratico alle migliori ricerche e sperimentazioni nel settore delle energie alternative.
(Riccardo Meggiato)

La pioggia telecomandata
Un esperimento franco-tedesco ha dimostrato che un giorno si potrà forse far diluviare a comando. Il tutto grazie a speciali laser che ionizzano le nuvole e producono scariche elettriche che innescano tuoni e fulmini.

La danza della pioggia? Roba vecchia. Ora per far piovere ci sono i laser.
Nel New Mexico (Usa) ricercatori francesi e tedeschi hanno dimostrato come sia possibile scatenare non solo la pioggia ma addirittura i temporali. Il tutto, “semplicemente” colpendo le nuvole con un raggio luminoso amplificato ultrapotente. In pratica André Mysyrowicz e colleghi hanno indirizzato “flash” di fasci laser da cinque terawatt (cinquemila miliardi di watt, in pratica la potenza prodotta da cinquanta miliardi di lampadine da 100 watt) ad elevatissima velocità verso alcune nuvole-bersaglio dentro le quali si sono formati “canali” di molecole ionizzate in grado di condurre elettricità.
Benché attualmente si possa solamente innescare la reazione a catena che genera i tuoni e i fulmini senza produrre precipitazioni, secondo gli scienziati sviluppando la potenza dei canali di molecole sarà possibile scatenare veri e propri temporali, ad esempio su aree arse dalla siccità.
(Andrea Porta)
Fonte:focus